Affrontare stress e traumi

Ecco come ci aiuta la resilienza

Ogni individuo, durante il corso della propria esistenza, è sottoposto a esperienze dolorose di varia gravità. Uno dei fattori determinanti che aiutano a superare le avversità della vita e a mantenere il benessere psicologico si chiama “resilienza”.

Stress e traumi possono comportare un rischio per il benessere psicologico. Se quest’ultimo viene mantenuto o meno dipende da molteplici fattori. Quelli che aumentano le probabilità di un esito psicopatologico sono denominati fattori di rischio; quelli che invece possono mitigarne gli effetti nefasti sono denominati fattori protettivi.

La resilienza è uno di questi fattori protettivi. Termine mutuato dall’ingegneria, dove indica la capacità di un materiale di resistere a urti improvvisi senza spezzarsi, in psicologia assume un significato attivo. Infatti, la resilienza non è solo sinonimo di resistenza ma indica anche la capacità di far fronte agli eventi avversi riorganizzando positivamente la propria vita. Le persone resilienti riescono così a fronteggiare le difficoltà e gli eventi traumatici, non solo rimanendone illese, ma addirittura rinforzate. Quando viene affrontata positivamente, ogni esperienza diviene preziosa incrementando la fiducia in se stessi e nelle proprie capacità. La capacità di superare l’evento negativo diviene così una competenza utile, sia per l’individuo che l’ha acquisita, sia per le altre persone con cui entra in relazione.

In genere, le persone resilienti si sentono apprezzate e sanno che il proprio contributo è importante per la comunità. Possiedono un senso di autoefficacia e competenze adeguate per affrontare i problemi, aiutando anche gli altri con empatia e altruismo. Hanno un atteggiamento ottimistico nei confronti della vita, con sogni e progetti per il futuro che ritengono di poter realizzare.

Quali sono gli elementi che possono favorire la resilienza in una persona? Secondo Anna Oliverio Ferraris, una nota psicologa dell’età evolutiva, sono fondamentali:

  • il gioco che, soprattutto nei bambini, consente di creare degli “spazi mentali salvifici”;
  • l’interesse per attività espressive come la scrittura, la recitazione, la pittura e la danza (si pensi ad Anna Frank che, malgrado le persecuzioni naziste, riuscì a mantenere a lungo la serenità e la sensibilità);
  • saper comunicare e riuscire a esprimere le proprie emozioni, i propri vissuti e quanto è accaduto;
  • la capacità di chiedere aiuto;
  • saper tracciare una linea di confine tra la propria e l’altrui responsabilità, senza rimanere intrappolati nel senso di colpa;
  • avere dei legami stabili, sia familiari, sia extrafamiliari;
  • essere stati cresciuti da persone autorevoli che trasmettono fiducia (quindi né trascuranti, né iperprotettive, né autoritarie).

La resilienza è dunque un importante fattore protettivo e va valorizzato. È utile per affrontare gli eventi avversi, non solo quelli traumatici ma anche quelli stressanti e continuativi che possono caratterizzare certi periodi della vita. Non a caso, lo sviluppo della resilienza costituisce spesso l’obiettivo principale dell’intervento psicologico e psicoterapeutico.

Affrontare stress e traumi: ecco come ci aiuta la resilienza di Nicola Nardelli (22 aprile 2017)
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