Cambiamenti, stress e disturbi post-traumatici

L’intervento psicologico aiuta a ritrovare il benessere

Lo stress è la reazione dell’organismo di fronte a uno stimolo stressante che supera le normali capacità di farvi fronte. In molti casi è funzionale all’attivazione di risorse utili al superamento di un problema. Ma a volte oltrepassiamo il limite delle nostre capacità e si può esprimere attraverso sintomi fisici o psichici.

Gli eventi che producono stress possono essere occasionali e in questi casi parliamo di stress acuto; quando invece gli eventi stressanti si ripetono nel tempo parliamo di stress cronico. Alcuni esempi possono essere l’insorgenza di una malattia o il verificarsi di un cambiamento importante, in famiglia o sul lavoro, un lutto ma anche tappe “normali” della vita dell’individuo come il matrimonio, la nascita di un figlio o la sua emancipazione.

Uno stress eccessivo può causare sintomi di tipo psicologico e somatico. Esempi piuttosto comuni sono difficoltà di concentrazione, irritabilità, ansia e depressione, ma anche ritiro sociale, sensazione costante di non farcela, insonnia, nausea o problemi digestivi, mal di testa.

In alcuni casi lo stress eccessivo può determinare l’insorgenza del cosiddetto disturbo di adattamento in cui la percezione di essere in un momento di cambiamento o di attraversare un “momento difficile” determina una sensazione di disagio, incertezza o apprensione. Si tratta per lo più di disturbi transitori.

Parliamo invece di disturbi post-traumatici quando l’evento stressante è costituito da un trauma, ossia un evento che ha costituito una minaccia per la propria vita, una grave lesione personale o una violenza sessuale. Può costituire un trauma anche l’aver assistito a un evento traumatico subito da altre persone, oppure l’esserne venuti a conoscenza qualora sia capitato a un membro della famiglia o a una persona cara, oppure ancora l’esposizione ripetuta ed estrema ai dettagli cruenti di eventi traumatici (si pensi ai soccorritori o alle forze di polizia). Esistono eventi “oggettivamente” traumatici, insostenibili per chiunque, ed eventi traumatici in maniera “soggettiva”, quando di fronte a un pericolo estremo si prova un sentimento di forte vulnerabilità. In ogni caso, nella valutazione della portata traumatica di un evento, è indispensabile considerare sia le caratteristiche dell’evento, sia il quadro sintomatologico individuale. Quest’ultimo solitamente si suddivide in: 1) sintomi intrusivi legati all’evento traumatico (ricordi involontari e intrusivi, sogni angoscianti, reazioni dissociative in cui ci si sente come se l’evento si stesse ripresentando, ecc.); 2) evitamento degli stimoli associati all’evento traumatico; 3) confusione mentale o stato emotivo negativo (ritiro sociale, paura, rabbia, colpa, ecc.); 4) alterazioni comportamentali (irritabilità, scoppi di collera, stato di iperallerta, problemi di concentrazione, insonnia, ecc.). Un tipico disturbo post-traumatico è il cosiddetto disturbo da stress post-traumatico, ma non è l’unico.

La diagnosi dei disturbi post-traumatici è un compito complesso e delicato che richiede una particolare attenzione relazionale, la conoscenza dei sintomi e delle condizioni psicopatologiche che possono presentarsi in seguito a un’esperienza traumatica, nonché un’attenta valutazione dei tempi e dei modi con cui raccogliere le informazioni. Inoltre possono essere di ausilio alcuni test. Per esempio, il Trauma Symptom Inventory (TSI) sviluppato da John Briere consente un’adeguata valutazione clinica anche degli esiti post-traumatici più complessi. Come tutti i test, tuttavia, non può sostituire il colloquio clinico per stabilire la diagnosi.

Sia nei disturbi da stress, sia nei disturbi post-traumatici, una consulenza psicologica può essere utile per valutare la portata degli eventi a cui si è stati sottoposti, o che continuano a causare sofferenza, e valutare le strategie più efficaci per ridurre il disagio e ritrovare il benessere fisico e mentale. In alcuni casi si può prendere in considerazione la possibilità di avviare un percorso psicoterapeutico.

Che cos’è la resilienza?

Ogni individuo, durante il corso della propria esistenza, è sottoposto a esperienze dolorose di varia gravità. Uno dei fattori determinanti che aiutano a superare le avversità della vita e a mantenere il benessere psicologico si chiama resilienza, ossia la capacità di far fronte alle circostanze avverse riorganizzando positivamente la propria vita. Le persone resilienti possiedono un senso di autoefficacia e competenze adeguate per affrontare i problemi. Ecco perché lo sviluppo della resilienza costituisce spesso l’obiettivo principale dell’intervento psicologico.

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L’intervento psicologico può essere d’aiuto nell’affrontare lo stress o i momenti di cambiamento e per ristabilire l’equilibrio dopo un evento traumatico.

È possibile prendere un appuntamento presso lo studio Roma Eur oppure per una consulenza psicologica online.

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